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venerdì 2 gennaio 2015

Un rientro sottotono


L'anno nuovo è finalmente arrivato, per errore continueremo a scrivere 2014 ancora per un po' ma alla fine ci abitueremo, come sempre. Dopo ordinanze antibotti e botti esplosi lo stesso, persone che lanciano petardi da dentro casa senza accorgersi che il vetro è chiuso e, riaccogliendoli per rilanciarli, esplodono facendogli saltare le dita, dopo una città alta invasa da macchine e persone, dopo migliaia di euro spesi in fuochi pirotecnici eccoci finalmente arrivati al due di Gennaio. Io sono sempre preso dai miei progetti e da confusioni personali non indifferenti ma cercate d'aver pazienza che questo blog non morirà, è rallentato ma non si lascerà andare.

Detto questo ricordiamo che ll 5 Gennaio (Lunedì) verrà inaugurata in zona stazione autolinee la nuova mensa dei poveri e, accanto, la nuova sede dei City Angels. La mensa verrà gestita da don Resmini (progetto Esodo) e potrà ospitare fino a 60 persone. 

Oggi scrivo soltanto una notizia, le altre sono ancora più tristi e proprio non mi va oggi di spalar tristezza, oggi, Venerdì 02 Gennaio 2015:

Un ciclista di 52 anni è stato investito a Brignano Gera d'Adda alle 8 di questa mattina, pare che l'uomo sia morto sul colpo. La dinamica dell'incidente è ancora in corso.

Le belle notizie non finiscono mai insomma e anche con l'avvento di questo nuovo anno è difficile sperare che qualcosa cambi in meglio...ma non disperiamo e continuiamo la nostra vita, in un modo o nell'altro andrà avanti. Ps.: Chi non avesse ancora appeso il calendario 2015 può andare al Comune di Bergamo e ritirarne uno gratuitamente.

Il giornalista in bicicletta,

Charlie Capotorto.

© 2015 Riproduzione riservata

sabato 27 dicembre 2014

Fine Dicembre


In occasione delle feste vi auguriamo di non scivolare, vista la prima neve presto arriveranno le prime ghiacciate, e segnaliamo qualche appuntamento interessante per i prossimi giorni, niente notizie o cose brutte, finiamo l'anno così:

Lunedì 29 Dicembre alle 20.30 davanti al piazzale della Croce Rossa di Longuelo alcuni amici si ritroveranno per poi dirigersi in un luogo caldo dove avrà luogo la seconda edizione della "tombola Kitsh", un modo simpatico per sbarazzarsi di regali inutili e orribili per riceverne altri ancor più imbarazzanti! Per partecipare ed acquistare le cartelle della tombola saranno necessari dolci e caramelle quindi bisogna arrivare ben forniti e non dimenticarsi di reimpacchettare il proprio regalo kitsh! L'iniziativa non è affatto una novità e si ripresenta ogni anno organizzata in diversi modi e da diverse persone, sotto la stessa forma di "scambio regalo" diventa un ottimo modo per riciclare regali indesiderati.

Mentre se per capodanno non sapete cosa fare e avete voglia di pedalare torna "Fino all'ultimo ciclista", la pedalata/aperitivo/cena/festa organizzata da Pedalopolis per un capodanno alternativo. Ritrovo in piazza S. Anna alle 18.00 del 31/12 per spostarsi tra case di amici, parenti, bar e feste per mangiare e bere in compagnia!

Due ottimi appuntamenti per finire l'anno in modo divertente e alternativo, magari incontrando persone sconosciute e stringendo nuove amicizie.

Un nevoso saluto a tutti!

Il giornalista in bicicletta,

Charlie Capotorto

© Riproduzione riservata

sabato 20 dicembre 2014

Pedalata di Babbo Natale - 24/12/2014



Torna anche quest'anno la "Pedalata di Babbo Natale" organizzata da A.ri.bi e MTB Stezzano! É consigliata la pre-iscrizione ma sarà possibile iscriversi anche poco prima di partire Mercoledì 24 Dicembre, presso il Piazzale della Malpensata, tra le 8.30 e le 9.10; sarà presente un banchetto che raccoglierà i moduli pre-compilati e accetterà nuove adesioni. La pedalata costa 5,00€ e comprende l'assicurazione, il cartellino di riconoscimento da appendere al manubrio della bicicletta e la donazione a UNICEF.  I bambini fino a 18 anni che parteciperanno alla pedalata (accompagnati da un adulto) dovranno compilare il modulo di iscrizione per attivare l'assicurazione ma non pagheranno la quota prevista. Purtroppo non si capisce quanto della quota di 5,00€ verrà utilizzato per l'assicurazione e quanto effettivamente verrà donato ad UNICEF però è comunque una bella iniziativa.

Il programma dunque prevede: 

8.30/9.10 - Ritrovo al Piazzale della Malpensata, versamento quote e raccolta adesioni.

9.10 - Partenza in direzione della capanna UNICEF sul sentierone e raggruppamento dei partecipanti.

La pedalata del 2012 - Foto dal sito di MTB Stezzano
9.30 - Partenza verso il Parco della Trucca con destinazione finale Ospedale nuovo ove una delegazione di ciclisti farà visita al reparto pediatria per consegnare dei piccoli doni.

Ripartenza verso Piazza Pontida dove sarà offerto un the caldo ai partecipanti presso Tassino Caffè.

La pedalata in compagnia sarà seguita in diretta Skype da Teo Mangione nel programma "Colazione con Radio Alta". Insomma un bel giretto e un bello spettacolo se tutti saranno vestiti da Babbo Natale - o almeno ne porteranno il cappello - e se vi sarà grande partecipazione. Nel 2012 erano tantissimi, quasi 150 persone, mentre nel 2013 soltanto in 35 hanno partecipato alla pedalata, sotto la pioggia...quest'anno speriamo ci sia bel tempo ed una partecipazione massiccia!

Il giornalista in bicicletta,

Charlie Capotorto.

© Riproduzione riservata

lunedì 8 dicembre 2014

Ma la greenway?

Ma la greenway?


Foto da Bergamo.corriere
Continua il contenzioso privato/comune per la sistemazione della pista ciclabile/pedonale  "Greenway" che corre lungo il Morla. Il piccolo tratto interessato (800 mt.) in zona Valtesse, rimasto impraticabile da Febbraio 2014 dopo una frana data dalle incessanti piogge, è ancora chiuso e spezza la ciclopedonale rendendola di fatto inutilizzabile. Il pezzetto franato nel bosco di Valverde fa mancare l'attraversamento su di una bellissima passerella in legno che collega la Greenway con la ciclopedonale di Almè causando disagi a cittadini e sportivi. Il contenzioso nasce perché il privato indica la causa della frana alla costruzione della passerella mentre il comune suggerisce sia causa del proprietario data da incurie del terreno. Il comune ha stimato, tramite una perizia, un costo di circa 50.000€ per la riparazione ma comunica che il terreno non è di sua proprietà...in ogni caso il comune di Bergamo ipotizzava di iniziare i lavori e poi presentare la fattura al proprietario del terreno, il problema però è che avviare i lavori non è possibile in quanto si rischia di invalidare le perizie e quindi, in caso di ricorso, di fermare tutto e ricominciare da zero.

Una breve cronologia degli eventi (2014):

A Giugno il proprietario del terreno ha presentato un ricorso in tribunale per un accertamento tecnico che verifichi l'effettiva situazione delle cose e, più importante ancora, che verifichi colpa e definisca un risarcimento.

A Settembre, dopo mesi e mesi, comune di Bergamo e proprietario del terreno hanno tentato di accordarsi ma nessuno dei due voleva accollarsi il costo della sistemazione del ponte pedonale quindi tutto quanto è stato rimandato a Dicembre. Il 15 Dicembre per l'esattezza. 

A Dicembre, tra circa una settimana quindi verrà deciso chi pagherà per sistemare la ciclabile, sperando non vi siano ennesimi ricorsi e ritardi.

Una volta deciso chi dovrà sborsare i 50.000 € dovranno iniziare i lavori e non cominceranno certo prima della bella stagione...chissà se per l'estate 2015 potremo tornare a passeggiare sulla pista ciclabile più utilizzata di Bergamo. Aspetteremo la metà del mese per qualche novità, anche se a chi utilizza la ciclopedonale non interessa chi paga. Decidetevi a risolvere questa ridicola situazione e sistematela.

Il ciclista in bicicletta,

Charlie Capotorto

© Riproduzione riservata

mercoledì 3 dicembre 2014

Spostarsi con la bicicletta - Tombini, carreggiata e attenzione

 Spostarsi con la bicicletta - Tombini, carreggiata e attenzione


Tombino in Viale Vittorio Emanuele II
Eccoci alla seconda parte di questa pseudo-rubrica letta dai ciclisti che approvano scuotendo la nuca su e giù ad ogni mia accezione positiva all'utilizzo delle due ruote e, d'altro canto, letta pure dagli automobilisti che si dimenano in senso opposto. Restando in carreggiata, senza superare, mi piace stare un po' in mezzo alla strada...mi piace o ne sono costretto? Direi entrambe. Ma scopriamone i motivi: innanzitutto c'è la questione tombini. Ah, i tombini. Fortuna che ci sono loro così la strada non s'allaga! Certo ma ci sono tombini e tombini: ci sono tondi, quadrati, rettangolari, grandi, piccoli, con le fessure, con i buchi stile scolapasta, tutti coperti...e poi sono raso terra, leggermente abbassati, molto bassi stile buca, fognari, della Sip, della Telecom, di tubi sconosciuti...insomma, ce ne sono parecchi ma la parte che interessa al ciclista non è quella sotto terra ma quella dove la gomma calpesta. Spessissimo i tombini sono situati a ridosso del marciapiede, molte volte proprio attaccati al passaggio pedonale sopraelevato, e quando gli stessi (tombini) sono più bassi del manto stradale l'effetto che provocano è il medesimo di quello d'una buca. Bene, ora immaginate di percorrere una strada che ogni 50 metri ci presenta una buca pressoché inevitabile. Io cambierei strada. Pedalando in città ci si imbatte ogni giorno in tale problema e vi garantisco che non è cosa da poco. 

Tombino in Via Longuelo
Cosa sto per dire ora già lo sapete, ecco uno dei motivi per cui mi trovo ad una distanza di sicurezza da marciapiedi e tombini: non voglio che mi esploda la camera d'aria ad ogni pedalata! Oltretutto è anche pericoloso se ad intervalli regolari passo sopra a quelle buche artificiali, ogni volta è un piccolo trauma per me e la mia bicicletta e se non si tiene ben saldamente il manubrio si rischia di perdere il controllo, cadendo. Un altro motivo per mettersi un po' (non troppo, solo un po'...) in mezzo alla strada è legato alla sicurezza. La strada è di tutti, macchine, moto, biciclette e pedoni, indistintamente...e proprio per questo motivo tutti devono essere sicuri mentre la percorrono. Se io sto troppo a destra sulla carreggiata rischio di essere schiacciato sul muro se non c'è alcun passaggio pedonale (come ad esempio alcuni tratti del viale in discesa da Città Alta), rischio di essere catapultato a terra causa pedale che fa leva sul marciapiede per poi essere spappolato dalle macchine passanti o, senza ledere me stesso, saltello tra una buca e l'altra spaccando la bicicletta. Mentre invece se rimango più centrale nella carreggiata nessuna di queste tre opzioni poco allettanti ha alcuna possibilità bensì se ne propongono altre: può accadere che una macchina vada dritta e mi schiacci, che una macchina s'innervosisca e stupidamente superandomi provochi un incidente, può capitare che...no, basta, mi vengono in mente solo queste due possibilità. 

Come sempre, in tutte le cose, bisogna mettere la testa in tutte le azioni che compiamo ogni giorno, senza dimenticarsi che le persone intorno a noi sono la causa della maggior parte degli incidenti. Non è mai colpa nostra. Sono sempre e solo gli altri ad essere distratti, con la testa tra le nuvole, con le cuffiette e la musica a palla, che parlano al cellulare o che scrivono un messaggio..."noi" non ci facciamo mai distrarre da un bel paio di gambe estive o da conoscenti che ci salutano da lontano. "Abbiamo" sempre pronta l'arma ecologista con la quale dimezziamo il vostro potere d'attacco riducendovi schiavi della paura di buttarci a terra e vedere alzarsi il premio assicurativo. Ovviamente il tono è ironico ma come in ogni buona satira contiene un fondo di verità. Bisogna sempre fare attenzione e ricordarsi che sulla strada tutti stanno andando da qualche parte, che sia al lavoro, a scuola, a fare shopping, e tutti vorrebbero arrivare a destinazione interi quindi tiriamo fuori la testa dal culo e facciamo attenzione, grazie.

Il giornalista in bicicletta,

Charlie Capotorto.

© Riproduzione riservata

mercoledì 26 novembre 2014

Spostarsi con la bicicletta - Una generica prefazione

Spostarsi con la bicicletta - Una generica prefazione


La mobilità a Bergamo è sempre stata un punto cruciale per ogni giunta comunale. Non mi interessa. É sempre stata un punto cruciale per chi a Bergamo si muove ed ogni politica ha portato cambiamenti che sono serviti, alcuni a poco, altri a nulla. Come da titolo voglio parlare della bicicletta, mezzo nobile ed ecologico, che tanto bene si sposta nel traffico cittadino pur rischiando un incidente ogni cinque minuti...ma perché? Facciamo un passo indietro. C'è chi la bicicletta la usa la domenica, quando il sole splende sulla testa di tutti, per fare un giretto al parco, chi con la bici ci corre infilandosi in tutine aderenti e pannolone e chi, come il sottoscritto, la usa ogni giorno per qualunque suo spostamento ed in qualunque situazione metereologica. Si, avete letto bene. Anche se diluvia al lavoro ci si deve arrivare, quindi con pantaloni antipioggia e mantellina piano piano si pedala per chilometri...ma dove pedalo? Sulla strada, sulla pista ciclabile o sul marciapiede? Qui si mette il dito nel punto giusto, come per legare le scarpe, facendo un bel nodo con il fiocco. Tipicamente nel tratto da casa mia al posto di lavoro rimango sulla strada, in quanto in 6 km scarsi non è presente un singolo tratto di pista ciclabile...e non pedalo in piccole stradine nascoste, viale Vittorio Emanuele e via Moroni tanto per citarne due. Non mi soffermerò sul perché non ci sono tratti dedicati ai ciclisti in quanto una risposta non esiste davvero quindi andiamo avanti, terminato il lavoro ho circa 6.5 km per arrivare al C.F.P di via Gleno dove seguo un corso serale e qui il mio passaggio diviene "misto". Montando luci e catarifrangenti vari arrivato a circa metà strada salgo su di un marciapiede/ciclabile per poi scendere sulla strada poco dopo, dato che lo stesso si interrompe, e dopo pochi metri attraverso la strada per trovare un altro marciapiede/ciclabile (sono in via Borgo Palazzo ora) per poi riattraversare e seguirne le indicazioni. Ad un tratto svolterò, avendo ancora 300 mt di ciclabile, dopo di che più nulla. Avrò ancora altri 6 km circa per rientrare a casa passando per ciclabili, marciapiedi, strade asfaltate, buche, ciottolato e pergolato. Al termine di una giornata tipo avrò percorso circa 18.5 km dei quali forse, FORSE, 4 km di ciclabili. 
Personalmente le ciclabili mi piacciono quando sono disegnate a terra e non sul marciapiede, quando sono davvero utili e pratiche e non fatte da chi non ha mai inforcato una bicicletta. Ma il problema qual'è? Oltre al sadomasochismo ed alla faticosità di mantenere uno stile di vita che mi permetta di essere in pace con me stesso non facendomi inquinare, il problema si presenta sotto forma di mezzo a motore. Un mezzo a motore qualsiasi. Quando una bicicletta si sposta non lo fa molto velocemente (lasciamo perdere i corridori per un momento) e non ha nulla che possa proteggere un ciclista dai pericoli esterni, come essere nudi nel bel mezzo di una giungla: se siamo da soli ci spostiamo lenti evitando rami e spuntoni ma se un branco di gnu ci corre accanto inevitabilmente ci faremo del male. Inevitabilmente. Se poi i suddetti gnu corrono a testa bassa la pericolosità aumenta. La bicicletta in se non è pericolosa (certo, posso cadere o scivolare da solo...!!) ma è tutto il resto che rende sempre più difficile spostarsi senza la protezione di una lamiera intorno, posso sentirmi (quasi) sicuro su di una ciclabile, anche se ad ogni pedalata trovo un ostacolo o un automobile che esce da un garage, ma non mi sentirò MAI sicuro sulla strada. Non troppo tempo fa (metà Ottobre 2014) è capitato all'assessore alla Mobilità di Bergamo Stefano Zenoni di esser vittima di un incidente...cos'è successo? Pedalava in via Tremana ed una macchina parcheggiata gli ha aperto la portiera in faccia mandandolo dritto al pronto soccorso con una profonda ferita al braccio. Lo stesso Zenoni il mese prima aveva partecipato ad una sfida organizzata da Legambiente per dimostrare quale fosse il mezzo più efficiente per spostarsi nel traffico cittadino e, pensate un po', aveva vinto la sfida. L'automobile tra i mezzi sfidanti è arrivata ultima; dopo il pedone. Dunque non solo è pericolosa la macchina ma è anche alquanto inutile e lenta. 

Di cosa stiamo parlando allora? Forse del fatto che la vita frenetica di tutti i giorni non ci permette di spostarci senza un mezzo a motore? Abbiamo visto di no, la piccola sfida è stata vinta dalla bicicletta...allora cos'è? La poca voglia di alzare il culo flaccido dal comodo sedile per pedalare e sudare? E perché in palestra le cyclette sono sempre gettonatissime? Non vuoi arrivare sudato al lavoro e non hai accesso ad una doccia? Con quest'ultima domanda, forse la più plausibile e gettonata dagli svogliati automobilisti, vi saluto e ancora una volta vi ringrazio per aver sopportato la lettura fino in fondo e...di cosa stavamo parlando? Di spostamenti in bicicletta in città? Ok, ok, continueremo con una seconda parte più avanti, e poi approfondimenti vari su tombini, ciclabili, regole da rispettare ed altro ancora! Stay tuned!

Intanto vi auguro una buona pedalata, stati attenti al nebbione e ricordate luci e giubbetto catarifrangente!

Il "giornalista" in bicicletta,

Charlie Capotorto.


© Riproduzione riservata 

domenica 23 novembre 2014

Non invano...?

Non invano...?


Dove cominciare? Potrei dilungarmi sul fatto che sto scrivendo questo post dal cellulare e che quindi ci metterò un secolo ma non credo vi interessi molto, anche perché poi lo ricontrollerò al computer. Potrei invece farvi sapere che durante le giornate di venerdì 21 e sabato 22 si è tenuta una due giorni di eventi in ricordo di Carlo Dal Lago, investito ed ucciso ad Aprile 2014 mentre pedalava in zona Seriate. Nella serata di venerdì Paolo Pinzuti, fondatore del movimento #salvaiciclisti, ha presentato il libro "Salva i ciclisti" ed ha raccontato le sue esperienze e le problematiche legate alla sicurezza dei ciclisti, preoccupazioni che a Bergamo sentiamo ogni giorno viste le piste ciclabili inesistenti o "spezzettate" e la poca sensibilità dei mezzi a motore.



Gli stessi mezzi che, durante la pedalata nel pomeriggio di sabato, hanno schiacciato la ruota di una partecipante senza nemmeno fermarsi. Il "corteo" si era fermato per legare una simbolica bicicletta dipinta di bianco nella zona dell'incidente che ha visto vittima Carlo Dal Lago e proprio durante quel breve momento di memoria un quad, impazzito, impaziente e particolarmente irruento, ha sgasato in tutta fretta schiacciando una bicicletta (sulle strisce pedonali per giunta) per poi continuare dritto per la sua strada senza nemmeno fermarsi. Sarà stato in ritardo per gli acquisti del sabato a Orio Center?!? Con qualche perplessità e grazie all'aiuto degli altri partecipanti per il trasporto del mezzo reso inutilizzabile e della ragazza che fortunatamente non si è fatta del male la biciclettata si è conclusa senza altri incidenti presso la libreria Terzo Mondo di Seriate dove i ciclisti hanno ammirato gli acquerelli di Luca Baroni ispirati alle poesie del maestro Dal Lago e fatto merenda con vin brulè, the caldo, biscotti e torte offerti da Spazio Terzo Mondo. 




Durante la serata di Sabato letture delle poesie e delle storie di Dal Lago e, a seguire, musica dal vivo e letture con gli Hillibilly Heroin e Giorgio Personelli. Tutto ciò per ricordare l'ennesima vittima della strada, sperando che incidenti del genere vengano sempre più ridotti sino a scomparire. Il sogno di ogni pedone, ciclista, bambino, anziano, adulto ed essere umano. Cosa stiamo aspettando?.

                             

Ps.: Se tra i lettori c'è anche il proprietario e folle autista del quad si faccia un bell'esame di coscienza, non servirà a nulla se non a fallire un esame gratuitamente ma chissà, forse 5 minuti di rimorso verranno.


Charlie Capotorto.


© Riproduzione riservata